Mons. Cesare Mazzolari

Veglia di Preghiera a Perzacco Mercoledì 26 Gennaio 2011 alle h. 20.00 davanti alla CROCE DELLA GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTU' con la testimonianza di Mons. Cesare Mazzolari, Vescovo di Rumbeek (Sud-Sudan), dove i cristiani stanno portando la croce della persecuzione.

  • LA BIOGRAFIA

La diocesi di Rumbek (Sud Sudan) Nel 1990 Mons. Mazzolari diventa amministratore apostolico della diocesi di Rumbek (Sud Sudan), di estensione pari a Lombardia e Triveneto e abitata da 3 milioni di persone. In quello stesso anno libera 150 giovanissimi schiavi. Nel 1991 riapre la missione di Yirol, la prima di una lunga serie: alcune di esse dovranno poi essere abbandonate sotto l'incalzare della guerra sudanese. Nel 1994 è catturato e tenuto in ostaggio per 24 ore dai guerriglieri dello Spla (Esercito Sudanese di Liberazione Popolare), gruppo armato indipendentista in lotta contro il Governo islamico. Il 6 gennaio 1999 viene ordinato Vescovo da Papa Giovanni Paolo II, coconsacranti cardinale Giovanni Battista Re e arcivescovo Francesco Monterisi. La presenza di Mons. Mazzolari in mezzo a un popolo così vergognosamente umiliato e schiacciato nella sua dignità è segno di straordinaria speranza di pace. I suoi viaggi in Italia provocano ogni volta una forte risonanza negli ambiti della solidarietà sia nelle realtà laiche che in quelle religiose. Da oltre 20 anni Monsignor Mazzolari vive coraggiosamente in mezzo alla sua gente e sopporta le conseguenze della guerra e della povertà. A tutti chiede l'impegno a «non dimenticare perché la gente del Sud Sudan ha bisogno di una pace giusta nel rispetto dei diritti umani». È un vescovo che drammaticamente parla di guerra: «Il Sudan è lo stato dell'Africa più povero tra i poveri: 40 anni di guerre tribali il cui unico fine è la conquista del potere e l'acquisizione di risorse quali petrolio, acqua e oro, presenti in grandi quantità». Gli interessi globali, come specifica Monsignor Mazzolari, hanno prevalso sul bene della gente: «Non esiste più rispetto dei diritti umani e la parola "libertà" è un termine sconosciuto, è stata spazzata via». Lavorare quotidianamente nella diocesi non significa solo sfamare e aiutare il popolo sudanese ad uscire da una condizione di povertà totale, ma creare i presupposti per mantenere la pace, siglata il 9 gennaio 2005.

  • L'ASSOCIAZIONE CESAR

Per non disperdere la propria opera, lo stesso Mazzolari, insieme a un gruppo eterogeneo di persone, ha fondato Cesar (Coordinamento Enti Solidali a Rumbek), un'associazione onlus italiana nata con lo scopo di amplificare e diffondere la voce del vescovo bresciano. In questi anni Cesar ha cercato di dare risonanza alla drammatica situazione vissuta dalle popolazioni sudanesi, organizzando numerosi interventi di informazione e sensibilizzazione su tutto il territorio nazionale. Lo scopo dell'associazione è promuovere, in ogni sua forma, lo sviluppo sociale, culturale ed economico della Diocesi, con particolare riferimento a progetti inerenti all'educazione, l'istruzione, la salute, la giustizia, la pace e l'evangelizzazione. Cesar favorisce inoltre il coordinamento di tutti quegli enti e quei gruppi di appoggio orientati a promuovere attività di cooperazione allo sviluppo, in favore delle popolazioni del Sud Sudan. Premi e riconoscimenti [modifica] Mons. Mazzolari è stato insignito di alcuni riconoscimenti che dimostrano la sua continua opera verso i bisognosi e i poveri. Il 20 maggio 2001 il Comune di Concesio gli ha conferito il Premio della Bontà Paolo VI «per la sua infaticabile opera a favore della pace e del popolo sudanese a sostegno dei progetti per debellare le malattie tra le popolazioni martoriate». La Fondazione Rotary del Rotary International gli ha assegnato il titolo di Paul Harris Fellow, «in segno di apprezzamento e riconoscenza per il suo tangibile e significativo apporto nel promuovere una migliore comprensione reciproca e amichevoli relazioni fra i popoli di tutto il mondo».

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